
Per gli appassionati del telefilm "Ai confini della realtà", ecco la trama delle ultime attesissime puntate della serie "Kennedy" che, per la gioia dei fans (ma non dei protagonisti), hanno presentato colpi di scena davvero sorprendenti.
Riassunto delle puntate precedenti.
Sabato 22 novembre era in programma la prima partita casalinga di HCM 17 Rams contro gli Asiago Vipers, partita che però purtroppo non si è potuta giocare causa...impraticabilità del campo, ma non per pioggia, bensì perché mancava il tabellone elettronico segnapunti. E questo nonostante l'obbligo del bando comunale che, come sappiamo, prevede la tutela degli sport presenti al Kennedy, cioè hockey in line, baseball e tennis. O forse, visto l'accaduto, sarebbe più corretto dire "dovrebbe tutelare se il gestore ne ha voglia".
In caso non ce l'abbia infatti, è sufficiente far scrivere una lettera dal proprio avvocato dicendo tutto e il contrario di tutto, ma soprattutto AUTODICHIARANDO DI NON ESSERE TENUTO A PROVVEDERE ALL'EFFICIENZA DELLA PISTA DI HOCKEY di cui invece DEVE garantire l'utilizzo e la disponibilità e indicando come incaricata HCM, ormai semplice affittuario. Per fare un esempio sarebbe un po' come se prenotando un campo da tennis vi venisse chiesto di portarvi la rete da casa! Inoltre, in virtù di cosa il gestore si autodichiari in tal modo, non è dato sapere, ma questi sono i fatti, nè d'altra parte sappiamo se Il Comune, così sollecito nei controlli durante la gestione HCM, abbia richiamato in qualche modo il nuovo gestore ai suoi doveri.
Breve antefatto. Nella settimana precedente l'incontro c'era stato un certo movimento cartaceo in cui, da una parte il nuovo gestore accampava scuse per non far disputare la partita, dall'altra il Comune che, pilatescamente e dopo aver GARANTITO la salvaguardia dell'hockey, si chiama fuori, mentre di fronte ci sono HCM e Lega Hockey che insistono per giocare. Insistono a tal punto che HCM, pur riluttante ma disposta a tutto per giocare, si fa carico persino di portare al campo Kennedy le PROPRIE PORTE DA GIOCO E IL TABELLONE e, visto che il Comune non pone ostacoli, la Lega Hockey nemmeno, tutto sembra andare a posto.
Sembra. Perché se al mattino, alla consegna delle porte, il nuovo gestore si dice disponibile e consapevole delle autorizzazioni a giocare (di cui peraltro, essendosi già svolti ben due campionati al Kennedy, non c'era alcuna necessità), al pomeriggio accoglie le squadre in assetto da combattimento, ovvero con tanto di avvocatessa al seguito che cerca (di nuovo!) di impedire la partita adducendo ogni sorta di scusa, tipo la mancanza di autorizzazioni scritte.
A nulla valgono le osservazioni di HCM, Asiago e arbitro circa l'assurdità di quanto richiesto fino a che, il responsabile del campionato della Lega Hockey, raggiunto telefonicamente all'estero, conferma la legittimità dell'evento e la sua praticabilità imponendo lo svolgimento della gara (ma va?). E' a questo punto che il diavolo ci mette la coda, perché il tabellone DI PROPRIETA' DI HCM, malamente sgomberato il 7 ottobre, si rivela mancante della consolle di controllo!
Interpellato dall'arbitro come da regolamento circa la capacità di sostituire entro un'ora il tabellone, il nuovo gestore si dichiara NON in grado e la partita viene assegnata a tavolino: Asiago 5 - HCM 0.
E' importante fare una precisazione. Una delle scuse accampate dal nuovo gestore, la principale, riguarda l'omologazione. Peccato che una cosa è l'omologazione sportiva che vale come certificazione del risultato di gara, un'altra è la conformità. Infatti la gran parte delle strutture sportive non sono omologate, ma ciò non toglie che siano agibili e sicure in quanto approvate dagli organi competenti. Fare confusione tra le due cose è scorretto e strumentale, quando non segno di palese ignoranza in materia (nel senso di ignorare ovviamente, lacuna sempre colmabile volendo).
La tendostruttura presente al Kennedy infatti, è stata a suo tempo visionata e approvata dai tecnici comunali, se non fosse stata a norma l'avrebbero chiusa. Così come se Fihp e Lega Hockey non hanno mai avuto niente da ridire e se vi si sono svolti gli ultimi due campionati di serie A1 di hockey, non si capisce perchè dovrebbe sollevare obiezioni il nuovo gestore che, oltretutto, affitta tranquillamente la struttura ad altri soggetti senza evidenti patemi (che poi, volendo dirla tutta, tale struttura NON gli appartiene nemmeno, essendo di proprietà di HCM).
Dunque se gli altri usano la pista del Kennedy perchè HCM non potrebbe?
Infatti, colto in fallo sulla questione, il nuovo gestore non trova di meglio che chiudere la pista dal 23 novembre senza dare spiegazioni e soprattutto senza fornire una data di riapertura. Come mai? Non si sa, ma quello che è invece noto è il mancato rispetto delle indicazioni del bando.
Ammesso e non concesso che non sia una scusa, se il nuovo gestore vuole cercare il pelo nell'uovo e far omologare il Kennedy, lo faccia, ma nel frattempo non blocchi le attività perchè NON ha nessun senso, a meno di non voler vedere altre motivazioni dietro, sulle quali torneremo a tempo debito. Nel frattempo come previsto il Kennedy è tornato semideserto, l'unico pallone che funziona è quello già montato (di proprietà di HCM), e dalle 2-3000 persone che lo frequentavano con soddisfazione fino al 6 di ottobre, siamo tornati alla decina, quando va bene, di rassegnati tennisti che si lamentano di come vengono tenuti i campi e di altri disagi. Insomma in due mesi un salto indietro di tre anni. Complimenti.
Per intanto però i fatti dicono che sabato 6 dicembre c'è il derby cittadino tra HCM 17 Rams e Milano24 ma ancora non si sa dove si potrà giocare, perchè HCM NON dispone di certezze circa la pista, come invece GARANTITO dal Comune di Milano e dal nuovo bando Kennedy SOTTOSCRITTO dal nuovo gestore. Condizioni che mettono in seria crisi non solo la partecipazione al campionato di A1 di HCM, ma l'esistenza stessa della associazione che, ricordiamo, si trova in questa situazione, SENZA AVERE COLPA ed essendo stata espropriata di 600 mila euro di investimenti, ora regalati al nuovo gestore e oggetto di un contenzioso in atto.
Pensiamo sia ormai più che evidente come, prima ancora che HCM, il danno maggiore in questa storia sia stato arrecato allo SPORT, fattore che per quanto assurdo possa sembrare, sta diventando sembra sempre più marginale. Anzi, a parte HCM, non interessa proprio a nessuno.
La tendostruttura presente al Kennedy infatti, è stata a suo tempo visionata e approvata dai tecnici comunali, se non fosse stata a norma l'avrebbero chiusa. Così come se Fihp e Lega Hockey non hanno mai avuto niente da ridire e se vi si sono svolti gli ultimi due campionati di serie A1 di hockey, non si capisce perchè dovrebbe sollevare obiezioni il nuovo gestore che, oltretutto, affitta tranquillamente la struttura ad altri soggetti senza evidenti patemi (che poi, volendo dirla tutta, tale struttura NON gli appartiene nemmeno, essendo di proprietà di HCM).
Dunque se gli altri usano la pista del Kennedy perchè HCM non potrebbe?
Infatti, colto in fallo sulla questione, il nuovo gestore non trova di meglio che chiudere la pista dal 23 novembre senza dare spiegazioni e soprattutto senza fornire una data di riapertura. Come mai? Non si sa, ma quello che è invece noto è il mancato rispetto delle indicazioni del bando.
Ammesso e non concesso che non sia una scusa, se il nuovo gestore vuole cercare il pelo nell'uovo e far omologare il Kennedy, lo faccia, ma nel frattempo non blocchi le attività perchè NON ha nessun senso, a meno di non voler vedere altre motivazioni dietro, sulle quali torneremo a tempo debito. Nel frattempo come previsto il Kennedy è tornato semideserto, l'unico pallone che funziona è quello già montato (di proprietà di HCM), e dalle 2-3000 persone che lo frequentavano con soddisfazione fino al 6 di ottobre, siamo tornati alla decina, quando va bene, di rassegnati tennisti che si lamentano di come vengono tenuti i campi e di altri disagi. Insomma in due mesi un salto indietro di tre anni. Complimenti.
Per intanto però i fatti dicono che sabato 6 dicembre c'è il derby cittadino tra HCM 17 Rams e Milano24 ma ancora non si sa dove si potrà giocare, perchè HCM NON dispone di certezze circa la pista, come invece GARANTITO dal Comune di Milano e dal nuovo bando Kennedy SOTTOSCRITTO dal nuovo gestore. Condizioni che mettono in seria crisi non solo la partecipazione al campionato di A1 di HCM, ma l'esistenza stessa della associazione che, ricordiamo, si trova in questa situazione, SENZA AVERE COLPA ed essendo stata espropriata di 600 mila euro di investimenti, ora regalati al nuovo gestore e oggetto di un contenzioso in atto.
Pensiamo sia ormai più che evidente come, prima ancora che HCM, il danno maggiore in questa storia sia stato arrecato allo SPORT, fattore che per quanto assurdo possa sembrare, sta diventando sembra sempre più marginale. Anzi, a parte HCM, non interessa proprio a nessuno.