martedì 3 febbraio 2009

E ADESSO?





Un commento del solito finto tonto chiedeva oggi cosa avrebbe ancora da dire HCM, dopo che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune di Milano.
A parte che la notizia ha solo qualche ora e citarla equivale a firmarsi e a parte che le motivazioni di tale sentenza non sono ancora note e questo potrebbe fare la differenza, ci pare che rispondere in due righe a un commento di una simile stupidità sarebbe riduttivo, e quindi merita di più.

E adesso si chiede quindi il nostro furbacchione...ebbene adesso non cambia niente della tesi fin qui esposta perchè
HCM è e resta vittima di una procedura viziata di cui, in modo davvero curioso, ha approfittato il nuovo (vecchio) gestore. Del resto l'illogicità ha spesso bisogno della burocrazia per avere cittadinanza laddove il buon senso non gliela concederebbe mai. Siamo in Italia e un ricorso al Tar non si nega a nessuno, ma questo non toglie nulla al ruolo di danneggiato di HCM.

Non cambia niente perchè se la motivazione del Consiglio di Stato confermerà l'errore del Comune, HCM dovrà essere logicamente
risarcita, che è esattamente quello che HCM chiede da mesi, ovvero la tutela dei propri investimenti. Ricordiamo infatti che l'errore è del Comune di Milano, non di HCM e che centinaia di sportivi avrebbero potuto fare sport quest'inverno se il Comune non avesse messo in atto un inutile sgombero vandalico. Adesso, a vicenda legale conclusa, si sarebbero potute concordare le condizioni del cambio di gestione senza danni per nessuno, valutando e risarcendo l'esistente ad HCM, come si dovrebbe fare in un paese civile quale evidentemente questo non è, se permette prepotenze come quelle subite da HCM.

Non cambia niente perchè
HCM continuerà a far sentire la propria voce in quanto costretta ad abbandonare il campionato di serie A1, nel quale militava con successo da anni, a causa della indisponibilità del proprio campo da gioco, quello costruito e pagato dai genitori che il nuovo gestore ha inspiegabilmente chiuso contravvenendo agli obblighi sottoscritti nel bando.

Non cambia niente perchè HCM continuerà a
chiedere conto al Comune dell'operato del suo assessorato e assessore Terzi i quali, dopo aver rassicurato più volte HCM circa l'importante continuità sportiva (premiata dal Comune stesso), non solo NON stanno mantenendo quanto promesso, ma non stanno nemmeno tutelando come loro dovere i diritti dei cittadini, sportivi e non.

Ma soprattutto non cambia niente perchè
siamo convinti che al Kennedy non succederà niente di buono perchè non basta una sentenza a trasformare le persone. Per ora infatti vediamo uno dei soci della ATI che deve spendere 4 milioni di euro (!), chiedere ai propri sostenitori i fondi per sopravvivere a 100 euro alla volta. La cosa fa sorridere e ricorda fin troppo quella famosa canzone di Jannacci, Il palo della banda dell'Ortica... Non sappiamo cosa vedremo al Kennedy prossimamente, ma tanto senso dell'humor fa pensare. O almeno dovrebbe.






2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bello schifo, il tutto. Bello schifo, lo spreco del gran lavoro fatto dai Rams e da Lettieri. Bello schifo anche che qualcuno tenti di spacciare clamorose balle per verità incontrovertibili. Il degrado del Kennedy è sotto gli occhi di tutti, solo una o più persone chiaramente in malafede può negarlo.

VoiceoverK ha detto...

Caro Player 44, vedo che ancora non hai capito niente o fai finta di non capire.
Qui non è in docussione l'iter giudiziario (della cui ultima sentenza, per ora, non si conoscono ancora le motivazioni), ma il pessimo operato del Comune che non ha saputo o non ha voluto tutelare gi interessi della città, bloccando sul nascere un pretestuoso ricorso che solo in Italia poteva trovare accoglimento.
Se la legge vi da ragione dimostra solo che il Comune ha sbagliato e che quindi abbiamo il sacrosanto diritto di essere risarciti.
HCM, unico soggetto a farlo negli ultimi 10 anni, ha realmente investito nel Kennedy ma è l'unico danneggiato.

Quanto ai sotterfugi credo vi convenga tacere, del resto si sa, il primo gallo che canta ecc.ecc.