mercoledì 3 dicembre 2008

AI CONFINI DELLA REALTA'


Per gli appassionati del telefilm "Ai confini della realtà", ecco la trama delle ultime attesissime puntate della serie "Kennedy" che, per la gioia dei fans (ma non dei protagonisti), hanno presentato colpi di scena davvero sorprendenti.

Riassunto delle puntate precedenti.
Sabato 22 novembre
era in programma la prima partita casalinga di HCM 17 Rams contro gli Asiago Vipers, partita che però purtroppo non si è potuta giocare causa...impraticabilità del campo, ma non per pioggia, bensì perché mancava il tabellone elettronico segnapunti. E questo nonostante l'obbligo del bando comunale che, come sappiamo, prevede la tutela degli sport presenti al Kennedy, cioè hockey in line, baseball e tennis. O forse, visto l'accaduto, sarebbe più corretto dire "dovrebbe tutelare se il gestore ne ha voglia".

In caso non ce l'abbia infatti, è sufficiente far scrivere una lettera dal proprio avvocato dicendo tutto e il contrario di tutto, ma soprattutto AUTODICHIARANDO DI NON ESSERE TENUTO A PROVVEDERE ALL'EFFICIENZA DELLA PISTA DI HOCKEY di cui invece DEVE garantire l'utilizzo e la disponibilità e indicando come incaricata HCM, ormai semplice affittuario. Per fare un esempio sarebbe un po' come se prenotando un campo da tennis vi venisse chiesto di portarvi la rete da casa! Inoltre, in virtù di cosa il gestore si autodichiari in tal modo, non è dato sapere, ma questi sono i fatti, nè d'altra parte sappiamo se Il Comune, così sollecito nei controlli durante la gestione HCM, abbia richiamato in qualche modo il nuovo gestore ai suoi doveri.

Breve antefatto. Nella settimana precedente l'incontro c'era stato un certo movimento cartaceo in cui, da una parte il nuovo gestore accampava scuse per non far disputare la partita, dall'altra il Comune che, pilatescamente e dopo aver GARANTITO la salvaguardia dell'hockey, si chiama fuori, mentre di fronte ci sono HCM e Lega Hockey che insistono per giocare. Insistono a tal punto che HCM, pur riluttante ma disposta a tutto per giocare, si fa carico persino di portare al campo Kennedy le PROPRIE PORTE DA GIOCO E IL TABELLONE e, visto che il Comune non pone ostacoli, la Lega Hockey nemmeno, tutto sembra andare a posto.

Sembra. Perché se al mattino, alla consegna delle porte, il nuovo gestore si dice disponibile e consapevole delle autorizzazioni a giocare (di cui peraltro, essendosi già svolti ben due campionati al Kennedy, non c'era alcuna necessità), al pomeriggio accoglie le squadre in assetto da combattimento, ovvero con tanto di avvocatessa al seguito che cerca (di nuovo!) di impedire la partita adducendo ogni sorta di scusa, tipo la mancanza di autorizzazioni scritte.
A nulla valgono le osservazioni di HCM, Asiago e arbitro circa l'assurdità di quanto richiesto fino a che, il responsabile del campionato della Lega Hockey, raggiunto telefonicamente all'estero, conferma la legittimità dell'evento e la sua praticabilità imponendo lo svolgimento della gara (ma va?). E' a questo punto che il diavolo ci mette la coda, perché il tabellone DI PROPRIETA' DI HCM, malamente sgomberato il 7 ottobre, si rivela mancante della consolle di controllo!
Interpellato dall'arbitro come da regolamento circa la capacità di sostituire entro un'ora il tabellone, il nuovo gestore si dichiara NON in grado e la partita viene assegnata a tavolino: Asiago 5 - HCM 0.

E' importante fare una precisazione. Una delle scuse accampate dal nuovo gestore, la principale, riguarda l'omologazione. Peccato che una cosa è l'omologazione sportiva che vale come certificazione del risultato di gara, un'altra è la conformità. Infatti la gran parte delle strutture sportive non sono omologate, ma ciò non toglie che siano agibili e sicure in quanto approvate dagli organi competenti. Fare confusione tra le due cose è scorretto e strumentale, quando non segno di palese ignoranza in materia (nel senso di ignorare ovviamente, lacuna sempre colmabile volendo).
La tendostruttura presente al Kennedy infatti, è stata a suo tempo visionata e approvata dai tecnici comunali, se non fosse stata a norma l'avrebbero chiusa. Così come se Fihp e Lega Hockey non hanno mai avuto niente da ridire e se vi si sono svolti gli ultimi due campionati di serie A1 di hockey, non si capisce perchè dovrebbe sollevare obiezioni il nuovo gestore che, oltretutto, affitta tranquillamente la struttura ad altri soggetti senza evidenti patemi (che poi, volendo dirla tutta, tale struttura NON gli appartiene nemmeno, essendo di proprietà di HCM).
Dunque se gli altri usano la pista del Kennedy perchè HCM non potrebbe?

Infatti, colto in fallo sulla questione, il nuovo gestore non trova di meglio che chiudere la pista dal 23 novembre senza dare spiegazioni e soprattutto senza fornire una data di riapertura. Come mai? Non si sa, ma quello che è invece noto è il mancato rispetto delle indicazioni del bando.
Ammesso e non concesso che non sia una scusa, se il nuovo gestore vuole cercare il pelo nell'uovo e far omologare il Kennedy, lo faccia, ma nel frattempo non blocchi le attività perchè NON ha nessun senso, a meno di non voler vedere altre motivazioni dietro, sulle quali torneremo a tempo debito. Nel frattempo come previsto il Kennedy è tornato semideserto, l'unico pallone che funziona è quello già montato (di proprietà di HCM), e dalle 2-3000 persone che lo frequentavano con soddisfazione fino al 6 di ottobre, siamo tornati alla decina, quando va bene, di rassegnati tennisti che si lamentano di come vengono tenuti i campi e di altri disagi. Insomma in due mesi un salto indietro di tre anni. Complimenti.

Per intanto però i fatti dicono che sabato 6 dicembre c'è il derby cittadino tra HCM 17 Rams e Milano24 ma ancora non si sa dove si potrà giocare, perchè HCM NON dispone di certezze circa la pista, come invece GARANTITO dal Comune di Milano e dal nuovo bando Kennedy SOTTOSCRITTO dal nuovo gestore. Condizioni che mettono in seria crisi non solo la partecipazione al campionato di A1 di HCM, ma l'esistenza stessa della associazione che, ricordiamo, si trova in questa situazione, SENZA AVERE COLPA ed essendo stata espropriata di 600 mila euro di investimenti, ora regalati al nuovo gestore e oggetto di un contenzioso in atto.

Pensiamo sia ormai più che evidente come, prima ancora che HCM, il danno maggiore in questa storia sia stato arrecato allo SPORT, fattore che per quanto assurdo possa sembrare, sta diventando sembra sempre più marginale. Anzi, a parte HCM, non interessa proprio a nessuno.

martedì 18 novembre 2008

CHI L'HA VISTA?



Quella che si vede in foto è una rara e costosa macchina fresatrice per il rifacimento dei campi da tennis in terra rossa. Rara perchè il suo utilizzo limitato alle superficie di terra rossa non la rende certo comune quanto un automobile e costosa proprio in funzione della sua difficile reperibilità. In genere ne dispongono solo i grandi centri sportivi, e nemmeno tutti, perchè i più solitamente si affidano a ditte specializzate per la manutenzione straordinaria dei campi o, al massimo, la noleggiano.

A conferma dello spirito imprenditoriale e di concretezza che ha caratterizzato la sua pur breve gestione invece, HCM 17 Rams ne possedeva una, recentemente acquistata, che veniva utilizzata a rotazione sui campi tennis almeno un paio di volte l'anno per il ripristino del manto rosso e questa spiega, almeno parzialmente, perchè al Tennis Club Kennedy fino a un mese e mezzo fa c'erano circa mille persone tra scuola e giocatori.

Fino a domenica 5 ottobre (solo 36 ore prima dello sgombero-blitz) la macchina, in gergo chiamata "talpa", era all'opera sul campo 5, uno dei due coperti dalla pressostruttura attualmente montata che l'attuale gestore, grazie al Comune, si gode allegramente alle nostre spalle.

HCM 17 dicevamo POSSEDEVA questa introvabile macchina perchè ora è MISTERIOSAMENTE SPARITA!

Citata sui pasticciati elenchi dello sgombero, la "talpa" è stata stranamente PRIMA spuntata come il resto del materiale asportato e ammassato come e dove abbiamo purtroppo visto, ma POI cancellata come per un improvviso ripensamento e decisione del Comune di lasciarla tra le MOLTE COSE di proprietà di HCM che sono ancora al Kennedy e che, per ammissione del Comune stesso, dovremo quanto prima ritirare.

Dovrebbe perchè a seguito di un sopralluogo effettuato con i tecnici del Comune, si è evidenziato come della NOSTRA talpa NON CI SIA TRACCIA, nè il nuovo gestore ha saputo dire dove si trovi.

Siamo convinti che il fatto che nè a noi, nè al nostro avvocato sia stato consentito di assistere allo sgombero sia certamente ininfluente, così come il fatto che il nuovo gestore si occupi principalmente di tennis è sicuramente una pura coincidenza. Altrettanto casuale ci pare il fatto che Comune e nuovo gestore abbiano passato due giorni al campo, smontando e frugando in ogni dove per effettuare il passaggio di consegne (leggi spunta dell'elenco regali). Ma nonostante la distruzione di 5.000 euro di serrature gerarchiche codificate e l'accesso unilaterale e indiscriminato a cose e documenti (anche privati), nessuno ora ricorda o sa indicare dove si trovi un oggetto grande come due lavatrici e pesante come un rullo compressore.

Nulla, la talpa è misteriosamente scomparsa e naturalmente non è il solo ammanco, in quanto all'appello mancano tantissime cose, ma il caso in questione ci pare particolarmente emblematico di tutta la vicenda Kennedy.
In attesa che Chi l'ha visto o S.Antonio in persona facciano il miracolo, ciò che ci resta al momento sono le lettere dei legali, le lungaggini burocratiche e le carte da bollo, fino al momento in cui faremo una ovvia denuncia di furto contro "ignoti".
Rileviamo infine con rammarico (ma senza sorpresa) come anche qui il Comune sia colpevole quantomeno di superficialità, oltre che di smaccato favoritismo verso il nuovo gestore che risulta, almeno secondo i verbali, l'unico custode della talpa e degli altri beni di nostra proprietà fino al nostro ritiro.

Insomma ancora una volta il Comune, unico, vero e solo colpevole di TUTTA QUESTA KAFKIANA VICENDA, non perde occasione di dimostrarsi prepotente al punto di ritenersi esente dall'ammettere un errore e soprattutto dal pagarne il prezzo, cercando ancora una volta di sfangarla gratis.
Continuiamo a non capire questo atteggiamento e a considerarlo piuttosto discutibile, quantomeno come esempio.






mercoledì 12 novembre 2008

IL COLMO DELL'IRONIA

Stamattina a Milano c'è stata la presentazione ufficiale del campionato di hockey in line che inizierà ufficialmente sabato 15 novembre. Presenti i rappresentanti delle squadre dei vari campionati, la Lega Hockey, i vertici della Fihp e persino il presidente della federazione internazionale di hockey. Già domenica ci sarà dunque la prima partita per l'HCM 17 Rams, subito impegnata a Trieste contro una squadra molto solida.

Il campionato parte ma, oltre a tutti i problemi già descritti, HCM 17 Rams non ha più nemmeno le maglie, perse nello sgombero-saccheggio e scomparse persino dagli elenchi pasticciati compilati alla rinfusa dai tecnici del Comune, il quale latita e ci invita a inoltrare domande scritte solo perché in realtà non ha le risposte.  E non solo sulle maglie.

Il campionato parte ma HCM 17 Rams non ha certezze circa l'utilizzo del campo di SUA PROPRIETA' (ora regalato al nuovo gestore), sia per la serie A1 e sia per i ragazzi, sia per le partite e sia per gli allenamenti, mentre sul bando è indicato chiaramente che chi ha in gestione il Kennedy DEVE garantire la pratica dell'hockey, ma a tutt'oggi di tutto questo non c'è nulla se non vaghe rassicurazioni da parte del Comune.

Il campionato parte ma HCM 17 Rams non può offrire garanzie di nulla ai propri giocatori e ai ragazzi delle giovanili, tant'è che si ritrova una squadra ancora sfaldata che non ha potuto allenarsi come avrebbe voluto in quanto l'impegno dei ragazzi è stato bruscamente interrotto dall'assessorato all sport senza NEMMENO PREOCCUPARSI DI ORGANIZZARE UN'ALTERNATIVA, di incontrarci, proporci o concordare nulla. Vista la situazione inoltre, alcuni ragazzi hanno preferito la certezza che altre squadre potevano offrire, li capiamo e non li biasimiamo, altri invece sono rimasti e altri ancora sono addirittura arrivati per giocare questa partita, forse la più importante tra quelle mai giocate finora, insieme a noi.

Il Comune aveva promesso di farsi carico del problema che un suo errore ha prima generato e poi colpevolmente ingigantito, mentre aveva mille soluzioni alternative da mettere in campo PRIMA, ma non abbiamo visto ancora nulla di concreto.

Anzi no, per la verità qualcosa ha fatto. Sollecitato sui mille problemi che ci assillano vista l'incombente ripresa del campionato e circa il futuro della nostra associazione, il Comune ieri pomeriggio ci ha fatto pervenire una lettera con la RICHIESTA di 12.000 euro per i costi sostenuti per lo sgombero fatto nei modi e con i danni che sappiamo!!

Centinaia di migliaia di euro tra manufatti e lavori di rispristino del Kennedy ingiustamente sottratti, qualche altra decina di migliaia di euro tra beni dispersi e danneggiati durante lo sgombero, danni di immagine ed esistenziali, il campionato alle porte e nessuna garanzia di poterlo giocare, una storia decennale fatta di successi e impegno sportivo cancellata, il futuro stesso della nostra associazione compromesso in modo probabilmente irreparabile e LORO chiedono soldi a noi????

Se non fosse tragico ci sarebbe persino da ridere ma perchè sia ancora più divertente stiamo pensando a nuove divise, ad esempio vista la situazione in cui siamo stati messi, potremmo presentarci in campo in mutande con la scritta "GRAZIE TERZI". Cosa ne dite?


mercoledì 5 novembre 2008

CHI VINCE E CHI PERDE

Palazzetto progetto HCM 17 RAMS

La foto qui sopra mostra il palazzetto polifunzionale proposto da HCM 17 Rams nel primo bando di gara, il cui progetto, avendo ottenuto le approvazioni delle commissioni preposte, era già arrivato alla fase esecutiva, il che significa che potrebbe essere costruito domani mattina e che quindi, essendo stato proposto nel 2006, a quest'ora avrebbe già potuto essere funzionante (e al Comune non sarebbe costato un euro).

Con la penuria di spazi sportivi attrezzati che c'è a Milano, una struttura polifunzionale così sarebbe stata una risorsa preziosa per le tante realtà sportive che attualmente annaspano, quando non soccombono, proprio per mancanza di spazi.

Come si può vedere si tratta di una struttura leggera, costruita con materiali tecnologicamente avanzati come acciaio e policarbonato trialveolare per il passaggio dell'aria calda del riscaldamento, che consente anche un ampio uso della luce naturale e ha un impatto visivo decisamente gradevole e leggero.

Invece il progetto è stato bloccato dal ricorso del Bertini a causa dell'ormai famoso errore del Comune nel primo bando vinto da HCM. Nonostante il danno incommensurabile che la perdita di struttura come quella sopra descritta arreca alla città, l'assessorato allo sport ha deciso di appiattirsi sulle posizioni della ATI che ha rocambolescamente vinto il secondo bando, con tutti i risvolti che sappiamo. Chi li capisce è bravo.

In cambio, se quanto proposto nell'assurdo progetto Bertini verrà approvato, il Kennedy e la città guadagneranno l'inutile palestra di 800 mq che somiglia a una fonderia che vedete nel disegno in calce. Precisazione: non abbiamo preso la meglio foto del progetto HCM e la peggio di quello del Bertini, ma quelle reali presentate in entrambi i progetti e anche qui si nota l'impronta diversa. Da una parte un progetto multimediale su dvd con viste in in tutte le salse, simulazioni in 3D, progettazione nei minimi dettagli già in fase di bando, dall'altra mappe con misure sbagliate e schizzi di massima. Ma il Comune ha scelto di difendere quest'ultimo.

Poi però si leggono gli articoli come quello sul Corriere online del 3/11 dove ci si straccia e vesti per la mancanza di spazi e la scarsa capacità imprenditoriale dei privati, secondo il giornalista bravi solo ad alzare le tariffe. Peccato che non sia sempre così, come HCM ha ampiamente dimostrato, mentre inneggiare al ritorno del pubblico investitore come fa il Corriere sembra tanto un volere tirare la volata all'arrivo di massicci finanziamenti, che come sappiamo non sempre si fermano dove dovrebbero e quasi mai risolvono le esigenze di coloro cui dovrebbero essere destinati.

Palestra progetto Bertini

mercoledì 29 ottobre 2008

LO STATO DELL'ARTE

Ecco come abbiamo ritrovato le nostre cose dopo una leggera pioggia, all'interno dei capannoni fatiscenti in cui dovrebbero essere custoditi..chi pagherà per questo???
(clicca sulla foto per vedere il resto...)


Arte di distruggere, si intende.
Solo così si può spiegare il
talento dell'assessorato allo sport del Comune di Milano, che evidentemente ora può dirsi soddisfatto.
La scomoda
HCM è stata eliminata e al Kennedy sono stati insediati gli "amici", quelli di sempre, la povera MB46 e l'ineffabile Bertini che non si vergognano di dichiarare aperto ciò che resta del Centro dopo il saccheggio, ops... lo sgombero.

A questi signori e ai loro degni compari auguriamo di tutto cuore di vedere le proprie cose, il proprio lavoro che con fatica e impegno è stato accumulato negli anni, distrutto in poche ore e ciò che ne resta accatastato in malo modo in mezzo ai rifiuti in magazzini fatiscenti dove ci piove dentro. Anche se dubitiamo che tale augurio si avveri per il semplice fatto che concetti come
lavoro, impegno, fatica e investimenti sono sconosciuti ai nostri, ma tant'è.

Dicevamo, il Centro Kennedy è stato pomposamente dichiarato aperto, almeno per quanto riguarda il tennis che verrà praticato nel pallone RUBATO a HCM 17 Rams, sui campi che Bertini ha abbandonato nel 2005 sepolti da erbacce alte un metro e che ora si ritrova belli rifatti e funzionanti (uno dei due tra l'altro rifatto completamente giusto due giorni prima dello sgombero, averlo saputo...).
RBRBR
Gli altri cinque campi vengono ipocritamente dichiarati "in attesa di ristrutturazione" e invitiamo chi legge a guardare la gallery e dirci cosa c'è da ristrutturare se non il cervello di chi ha scritto simili idiozie.
BRBRBR
La verità è un'altra, e cioè che i palloni relativi agli altri campi NON ERANO STATI ANCORA MONTATI al momento dello sgombero (e menomale!) e ce li porteremo via, quindi volendo far funzionare il tennis al 100% andrebbero comprati ex-novo come ha fatto HCM, e qui casca l'asino. Ovvero su ciò che necessita di mettere mano al portafoglio notiamo, per dirla con un eufemismo, una certa reticenza da parte del Nuovo Gestore, tant'è che ha già dichiarato che per questo inverno si andrà avanti così, ovvero si aspetta la bella stagione per... farne a meno! (e intanto si fa cassa a spese nostre)

Vorremmo umilmente ricordare che l'inverno NON è ancora cominciato, e sul bando c'è l'OBBLIGO di mantenere l'offerta di tennis, baseball e hockey, non di farlo SFRUTTANDO gli investimenti di HCM 17 e basta. Di sette campi ne funzionano due! Qualcuno vuol dirci come mai il Comune non dice niente??

Certo non ci sono in giro tanti fessi come HCM che quando ha preso in consegna il Kennedy, PRIMA ancora di occuparsi dell'hockey (che è stato l'ultimo a essere allestito) ha speso migliaia di euro per sistemare un campo di baseball che presentava dettagli inquietanti, come la presenza di una vecchia tribuna stampa a bordo campo mai tolta dai signorini del MB46 e che impediva le vie di fuga, per cambiare 25 introvabili lampade dell'impianto di illuminazione (ma che noi abbiamo trovato facendole arrivare apposta dalla Germania: costo 25.000 euro), per liberare gli impianti fognari ostruiti da anni, per iniziare a rimediare ai danni del prato causati da decenni di maldestri ed ECONOMICI interventi, tutte cose con le quali MB46 conviveva senza apparenti problemi, salvo poi sollevarli tutti quando al Kennedy siamo arrivati noi. E' solo un esempio ma potremmo continuare.

Cosa sarebbe successo immaginando la situazione a parti rovesciate?

Ma si sa, se hai gli amici giusti puoi fare quello che vuoi, quindi il Kennedy ritorna allo stato brado in cui l'abbiamo trovato, quando era aperto pochi mesi all'anno, gestito abusivamente dagli stessi che sono dentro oggi grazie al loro amichetto Terzi. Ricordiamo infatto che l'unico ad avere un contratto per la gestione del Kennedy era Cus Milano, mentre MB46, Bertini e il custode ne usufruivano senza nessuna autorizzazione ufficiale in una catena di incredibili sub-sub-sub concessioni sulla parola, percependo denaro pubblico da Milanosport e facendo oltrettutto i danni che sappiamo.

Alla luce di queste premesse sorgono spontanee alcune domande.
Esempio, se appare logico che nel 2005 finalmente il Comune si sia deciso a mettere a bando un impianto che era ridotto un disastro, come mai il bando è stato emesso durante le vacanze di Natale e vi hanno partecipato SOLO MB46 e Bertini, oltre al terzo incomodo HCM?
E come mai, vista la pessima esperienza di gestione 2004/2005 che in teoria ha motivato la messa a bando del Kennedy, il Comune ha fatto di tutto per riconsegnarglielo con i risultati SCONTATI che stiamo vedendo?
BRBRBR
Ognuno tragga le proprie conclusioni, sapendo però che il primo bando vinto da HCM è stato giudicato da una commissione esterna composta da esperti, mentre il secondo vinto da Bertini&C. è stato assegnato da una commissione tutta interna al settore sport del Comune sulla cui competenza, viste le castronerie che erano scritte sull'hockey (e non solo) ci permettiamo di dubitare.

Regalato in tutto fretta il Kennedy ai suoi amici, Terzi si preoccupa però di farci sapere nella newsletter del''assessorato che dirige, che sta per volare a New York (a spese del contribuente supponiamo) per partecipare alla celebre maratona. Un assessore allo sport che fa sport, cosa volete di più?

E mentre lui corre la funzione aggregativa e sociale del Kennedy va a farsi benedire, così come dei 4 MILIONI DI EURO di investimenti millantati dalla nuova compagine non si vedono nemmeno le briciole, ma a Terzi abituato a frequentare il bel mondo, che importa?

E gli utenti?
E una squadra di hockey di SERIE A1 senza più spazio per allenarsi o, peggio, costretta a PAGARE L'AFFITTO per giocare nella PROPRIA PISTA?
E le altre formazioni di hockey, giovanili e adulti, e i ragazzi del pattinaggio artistico?

E gli oltre 1000 giocatori di tennis tra adulti e bambini?
E il cricket?
E le altre squadre di softball ?
E la zona bar?
E gli ingenti investimenti messi in campo da HCM?
E gli sviluppi che HCM era in attesa di poter finalmente avviare?
BRBRBR
NIENTE, IL COMUNE PROTEGGE DEI MILLANTATORI E PASSA OLTRE, TANTO NESSUNO PUO' DIRGLI NIENTE PERCHE' UN BANDO PUO' ESSERE IMPUGNATO SOLO DAL COMUNE STESSO O DAGLI ALTRI PARTECIPANTI AL BANDO CHE NON SIANO STATI ESCLUSI.

Capito perchè il Tar è stato messo in condizione di respingere la nostra richiesta di revisione del bando?

Benvenuti a Milano, provincia di Corleone.

lunedì 27 ottobre 2008

POLITICALLY SCORRECT (2)




Riassumendo quanto già detto nel precedente post, in pratica NULLA delle nostre ragioni per il Tar ha avuto peso:
  • Non la positiva storia di una piccola società sportiva come HCM17 Rams che DA SOLA, in dieci anni è arrivata tra le dieci eccellenze sportive di Milano, insieme a Milan e Inter, e che invece così scomparirà
  • Non l'ottimo lavoro svolto in pochi mesi da HCM al Kennedy, riaperto e riportato a nuova vita, come testimoniano migliaia di utenti soddisfatti
  • Non una squadra di serie A1 di hockey in line che per colpa del Comune ora non sa dove andare a giocare
  • Non gli ingenti investimenti di HCM 17 Rams che, vedendosi rifiutare la sospensiva, si troverà a combattere una difficile battaglia con un Comune che si appropria indebitamente di beni altrui (e un Bertini cui non sembra vero di approfittare)
  • Non le irregolarità del bando vinto dalla ATI capitanata dal Bertini, che incredibilmente e contro ogni logica sono stati giudicati ininfluenti
Ciò che conta per la giustizia a quanto pare, è lo stato di fatto, ma ci chiediamo allora perché tale concetto valga SOLO ora e non PRIMA, quando il Kennedy era gestito da HCM! Roba da terzo mondo, dove la legge viene usata al servizio del potere e non come strumento di giustizia.

L’unica cosa certa è che il centro è chiuso da 20 giorni, e che da 20 giorni la nostra squadra di A1 vaga reminga in piccoli gruppi, in cerca di asilo presso altre squadre per allenarsi, mentre le giovanili non fanno nemmeno quello, e questo avviene perché la pista che ci appartiene è affidata ad estranei che NON HANNO NESSUN DIRITTO di utilizzarla, in quanto pagata da HCM. E qui occorre aprire una parentesi pensando a quello che sarebbe successo se al posto nostro ci fosse stata la viziatissima MB46, già immaginiamo i titoli vittimistici e gli articoli a tappetino! HCM 17 invece si arrangia e pedala, come ha sempre fatto, e sui giornali nemmeno una riga ovviamente, perchè chi merita non fa notizia.
Le altre certezze sono che 300 bambini e circa 900 adulti non giocano a tennis, o cercano di organizzarsi altrove, anche se a Milano non esistono abbastanza campi in terra rossa per accontentare tutti e certo NON a tariffe comunali. Le certezze infine sono che, esclusa MB46, altre quattro squadre di softball sono senza campo e pur considerando che la stagione del baseball è ormai conclusa, ci domandiamo cosa accadrà in primavera visto che, come sappiamo, MB46 terrà il campo solo per sé in quanto convinta di averne diritto per un fatto dinastico.

Corrono voci che il Kennedy riaprirà a breve, con solo due campi da tennis su sette però e utilizzabili grazie al pallone pagato da HCM 17, ma senza nemmeno la possibilità di avere una bottiglia d’acqua in quanto il bar è smantellato. Corrono anche voci che degli interventi tanto sbandierati non si vedrà traccia per ora e chissà per quanto, ma noi siamo qui che aspettiamo di essere smentiti, anche se ci crediamo poco.
Quello che è certo è il
Kennedy in 20 giorni ha fatto un salto indietro di due anni quando era aperto per pochi e solo nella stagione estiva. Complimenti all’assessore Terzi & compagni!

Da quanto sopra detto e dalle cose che vediamo accadere sarebbe normale trarre la conclusione che il Comune debba essere impazzito per causare un simile danno al Kennedy, ad HCM e all’utenza.
Ma come? C’era un centro sportivo abbandonato di cui NESSUNO si occupava, arriva un privato che ci mette i soldi, il lavoro e l’energia per riportarlo alla vita, lo riapre, ristruttura, sistema, aumenta l’utenza in modo esponenziale, aggiunge strutture e nuovi sport, avvia una ripresa di successo e il Comune invece di sostenerlo fa di tutto per cacciarlo??? E’ pure follia! Ma dato che se così fosse la vicenda porterebbe immediatamente alla richiesta di commissariamento del Settore Sport del Comune di Milano con TSO obbligatorio per tutti i suoi dirigenti a cominciare dall’assessore, dobbiamo per forza trovare un’altra spiegazione.

Antipatia verso HCM? Netta inclinazione ad accogliere le pietevoli bugie di MB46 fino a favorirla a tal punto? Inconfessabili raccomandazioni dall’alto? Ingenuità manifesta o masochismo del Comune? O fastidio per l’esempio tangibile di HCM su come si possa fare bene in poco tempo con investimenti tutto sommato modesti in relazione ai risultati?
Oppure dobbiamo pensare che mettere di nuovo scientemente in crisi il Kennedy abbia uno scopo preciso, teoria che apre la strada a inquietanti ipotesi?

L’unica cosa chiara a questo punto è la determinazione del Comune a favorire qualcuno a scapito di altri, ma il solo esercizio del potere non spiega l'utilizzo di 60 poliziotti impiegati per lo sgombero, un esercito di costosi avvocati, interviste sui giornali, funzionari comunali che si espongono in prima persona, atti pubblici emessi in poche ore quando nella norma occorrono giorni, un assessore che si spinge fino all'attacco gratuito e personale. Insomma un dispiegamento di forze che non è giustificato dalla dimensione modesta dell'obiettivo e che ancora non spiega perché il Comune si sia ostinato a preferire una ATI che per 2/3 ha pessime credenziali, che ha già dimostrato di NON essere in grado di gestire il Kennedy, che NON ha costruito NULLA, che si è resa responsabile di incuria e utilizzi abusivi, che piange miseria quando deve pagare le fatture ma fa campagna acquisti all'estero, che sa solo diffamare e produrre atti legali, giusti o sbagliati, ma buoni comunque ad alzare polvere e mescolare le carte pur di sfavorire HCM 17 Rams che invece ha investito, lavorato, creato, ristrutturato e curato il Kennedy, come testimoniano NON gli interessati, ma l'utenza e soprattutto i verbali dei geometri del Comune!

Non abbiamo le prove ma un tale esempio di cattiva amministrazione può essere giustificato solo da due cose: malevolenza manifesta per ragioni che non comprendiamo, oppure interesse e i 30 milioni di euro tanto sbandierati da Terzi in questi giorni sembrano un'ottima ragione alla quale noi, pur dando giudizi personali molto critici, non intendiamo opporci per il solo motivo che non ne abbiamo la forza.

Tuttavia, se il Comune vuole regalare a CHICCHESSIA il Kennedy è naturalmente libero di farlo, la storia, il tempo e soprattutto la gente darà il suo inappellabile giudizio,
per quanto discutibile non sta a noi impedire una simile scelta. Se il Comune vuole costruire villette o cementificare uno dei più bei luoghi di sport e svago rimasti a Milano per ragioni che sfuggono a ogni logica di buon senso, ma non a quella degli affari, si faccia avanti e se ne assuma le responsabilità. Se infine qualcuno crede e pensa di fare più e meglio di HCM 17 Rams, più in fretta e a minor costo si accomodi ma lo faccia da ZERO come abbiamo fatto noi e non sfruttando il già esistente, e se infine qualcuno ha preso, prenderà o gli sono stati promessi favori o altro, li accetti, se li goda e se la veda con la propria coscienza prima ancora che la miope giustizia italiana.
Cosa possiamo noi contro tutto ciò? Nulla naturalmente.

Ma ciò che non possiamo accettare, ciò che nessuna persona dovrebbe accettare, è che il Comune possa fare tutto questo A SPESE NOSTRE essendo LUI E NON NOI L'UNICO COLPEVOLE DELLA VICENDA!
Il Comune di Milano si assuma le proprie responsabilità, liquidi quanto fatto da HCM 17 RAMS, RENDA I BENI INGIUSTAMENTE ACQUISITI O IL LORO CONTROVALORE, NON PENALIZZI RAGAZZI CHE HANNO DIRITTO DI FARE SPORT E UNA ASSOCIAZIONE CHE SI E' SEMPRE DISTINTA PER IMPEGNO E CORRETTEZZA.

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE HA L’OBBLIGO DI DARE L’ESEMPIO IN MATERIA DI CORRETTEZZA, IMPARZIALITA’ E TRASPARENZA.

NON CI SEMBRA DI CHIEDERE POI MOLTO.


venerdì 24 ottobre 2008

POLITICALLY SCORRECT (1)



Sarà che abbiamo il dente un filino avvelenato, sarà che è difficile accettare certe ingiustizie vestite di legalità, sarà che per noi è proprio impossibile anche solo ipotizzare che abnormi porcherie come quella che stiamo vivendo facciano parte del mondo reale e non di un film dell'orrore, sarà per questo, o forse perchè oggi ci verrebbe da recriminare anche con la nostra mamma per averci inculcato che valori come l'onestà, il lavoro serio, l'impegno e altre baggianate collaterali sono sempre premianti, ecco sarà per tutto questo che oggi abbiamo deciso di lasciare da parte la buona creanza e dire le cose come stanno.

Come già detto ieri, purtroppo la notizia è che il Tar ha respinto la nostra richiesta di sospensiva. Fatto da noi ampiamente anticipato e previsto anche se (sempre per colpa della mamma), fino all'ultimo ci siamo ostinati a conservare un lumicino di fiducia nella giustizia italiana. Breve illusione dalla quale siamo stati subito risvegliati, perchè l'assurdo è che tale sospensiva è stata respinta proprio sulla base dell'abuso che l'ha generata. Traduzione: sì, ha detto il Tar, la sospensione avremmo anche potuto darvela, ma tanto al Kennedy sono già dentro gli altri, quindi a cosa serve?
Se pensiamo allo strano sgombero forzato messo in atto in tutta fretta a pochi giorni dal Tar da parte del Comune, ecco che tutto torna, come del resto avevamo già ipotizzato e non ci voleva certo un genio per capirlo. Sul concetto di come si possa "usare" il Tar e/o "influenzare" la giustizia, rimandiamo invece alla vasta casistica esistente in Italia.

Un passo indietro è tuttavia necessario per spiegare che la sospensiva era stata chiesta sia in base alla nostra controversa esclusione dal secondo bando (ritardata consegna di un autocertificazione per colpa di un elenco sbagliato del bando stesso) e sia per le GRAVI IRREGOLARITA' presenti nel progetto Bertini approvato, errori per i quali SOLITAMENTE si viene ESCLUSI dai bandi, e a riprova abbiamo casi recentemente accaduti sempre al settore sport del Comune. Ma dato che la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale che per altri, nonostante la balbettante difesa dei legali della controparte, il Tar ha deciso che tali errori non avevano importanza (o come ha simpaticamente stigmatizzato un addetto ai lavori: "In una causa voi pesate 100 e anche il Comune pesa 100, ma i 100 del Comune pesano più dei vostri").

Chi ha partecipato a qualche bando pubblico sa quanto siano bizantine e rigide le procedure. Per capire, stiamo parlando di ERRORI GRAVI come indicare la cifra del canone annuale quando è espressamente vietato e soprattutto non rispettare le indicazioni del bando stesso che imponevano la tutela degli sport, cosa che come abbiamo già visto NON c'è nel progetto Bertini, il quale ha persino dichiarato nel bando di aver già gestito il Kennedy, cosa avvenuta in modo ILLEGALE e soprattutto DISASTROSA!
Di fronte a una commissione del Comune che non si scompone davanti a simili affermazioni e non è in grado di capire le castronerie contenute in materia di sport (vedi paragrafo hockey), cosa si può fare se non pensare male?

Cosa volete che sia la ritardata consegna di un autocertificazione
(che comunque il Comune già possedeva in quanto HCM 17 era vincitore di un altro bando) e che poteva essere richiesta in qualunque momento SENZA pregiudicare il contenuto del bando, di fronte a irregolarità come quelle sopra descritte?
E soprattutto, perchè nel nostro caso si applica alla lettera il regolamento, mentre nell'altro si lascia mano libera a una discrezionalità scandalosa? Ma che razza di giustizia è mai questa???

E come si può affermare che concedere una sospensiva a questo punto complicherebbe le cose, quando sono già state complicate ad arte dai legali della ATI capitanata dal Bertini e dal Comune proprio per ottenere un simile giudizio, senza che NESSUNO alzi un dito per criticare? E' pazzesco che nessuno si voglia prendere la briga di guardare dentro questa vicenda, di chiarire le troppe cose che NON tornano, dagli abusi di potere, alle stranezze, alle anomale casualità, alla prepotenza e alla cattiva amministrazione. Il Tar ha pilatescamente deciso di rimandare tutto alla giustizia civile, ovvero proprio quello che voleva il Comune che ha così modo di trascinare tutto alle calende greche.

Bello schifo.

(continua...)

mercoledì 22 ottobre 2008

UN'ALTRA GOCCIA


(clicca sull'immagine per aprire il pdf e leggere la lettera)

Lunedì 20 ottobre Il Giornale ha pubblicato una sintesi (per una volta ben fatta!) della lettera che abbiamo inviato a vari giornali e che la maggior parte ha, come previsto, ignorato.

Grazie.

sabato 18 ottobre 2008

CASSANDRA DOCET




UNA COLATA DI CEMENTO STA PER SEPPELLIRE IL CENTRO SPORTIVO KENNEDY: ALBERI ABBATTUTI, IMPIANTI ADDOSSATI GLI UNI AGLI ALTRI, MANCANZA DI SPOGLIATOI, NORME DI SICUREZZA E HANDICAP NON RISPETTATE, CALCOLI SBAGLIATI E MAPPE ALTERATE, QUESTO L'INQUIETANTE QUADRO CHE ESCE DAL NUOVO PROGETTO INCREDIBILMENTE APPROVATO DAL COMUNE DI MILANO, CHE DA IL VIA LIBERA ALLO SCEMPIO DI UNO DEI PIÙ PIACEVOLI LUOGHI DI SVAGO E SPORT DI MILANO.

Un impianto sportivo di circa 50.000 metri quadrati come il Kennedy, inserito in un'area periferica molto antropizzata e costituita da edilizia tutt'altro che recente, è un organismo saldamente incastonato nel territorio dove avviene lo scambio tra richiesta e offerta di svago/sport. Questo significa che ne usufruisce principalmente chi abita in zona e che il centro sportivo vive dell'apporto degli abitanti del territorio.

Stravolgere questa basilare funzione SOCIALE è miopia all'ultimo stadio e può essere giustificata solo da due cause: ignoranza o interesse. Quale che sia la molla crediamo la valutazione della compatibilità tra progetto e ambiente di riferimento sia un concetto BASE che dovrebbe essere preso in considerazione da chi valuta i progetti, sempre che sappia di cosa stiamo parlando e non si fermi a sommare i punti di un bando di gara in modo astratto. Certo, il territorio bisognerebbe conoscerlo e, per farlo, uscire dalle stanze dell'assessorato.

Se non verrà fermato l'assurdo progetto Bertini, il Kennedy, con l'avvallo del Comune, prenderà purtroppo la strada dell'isolamento dal territorio di riferimento e della chiusura in se stesso. Prova ne è che i campi in terra rossa ora tanto apprezzati (che verranno ridotti da 7 a 4) con tutta probabilità saranno destinati a una specie di università del tennis, dove i possibili campioni di domani che vorranno frequentare i corsi dovranno pagare adeguatamente. In pratica diventerà privato. Gli appassionati di tennis della zona che erano finalmente tornati a usufruire con soddisfazione del "loro" impianto Kennedy (e a stento contenuti negli attuali SETTE campi), saranno invece presumibilmente dirottati sul sintetico o si dovranno accontentare delle briciole.

Per il baseball, stando a quanto si dice in giro, assisteremo invece a una trionfale ripresa di possesso del campo che, come sappiamo, verrà ristrutturato anche con contributi pubblici e regalato a MB46 che pur giocando praticamente gratis da due anni, si sente defraudata di non si sa bene cosa. Dato che come loro stessi dichiarano, il campo "gli è stato consegnato nel 1963 e cosa loro è", non è previsto che possano giocare altre squadre e di fatto anche lui diventerà privato (come dimostra anche l'ipotesi di bilancio presentata, dove alla voce "incassi baseball" c'è un bello ZERO).

Insomma il campo di baseball del Kennedy, che ha una superficie grande quanto DUE campi di S.Siro, sarà ad esclusiva disposizione di UNA squadretta che milita in serie B (che calcolando la Major League corrisponde a una C del calcio), mentre lo stadio di S.Siro viene regolarmente utilizzato da SEMPRE da due piccole formazioni di calcio emergenti come Milan e Inter, quando non utilizzato per concerti estivi. Noblesse oblige.

Questo significa che le altre squadre di baseball e softball che solo ora avevano accesso al Kennedy verranno di nuovo sfrattate, così come il cricket che da poco aveva finalmente trovato asilo, e qui si comprende anche l'atteggiamento di lesa maestà dei dirigenti MB46 che il 4 aprile 2008 hanno occupato il campo di softball regolarmente affittato a delle ragazzine, di fatto obbligandole a tornare a casa, perchè stizziti di non aver avuto il numero di ore che avrebbero desiderato. A parte il discutibile esempio da parte di persone che si occupano di ragazzi, per inciso va detto che per questo episodio i suddetti dirigenti si sono presi una querela PENALE redatta d'ufficio dalla forza pubblica intervenuta.

E' su queste due assi portanti di interessi preminenti, tennis/baseball, che si innesteranno le altre attività (accessorie) che spazieranno in teoria dal beach volley al nuoto, dalla beutyfarm al calcetto, in una macedonia senza capo nè coda che raggiunge l'apoteosi con la costruzione di DUE irrinunciabili campi di richiestissimo minigolf, che non sappiamo se catalogare alla voce kitsch o vintage, ma che in Comune devono essere piaciuti proprio tanto!

La pista di hockey in line che dovranno costruire a tempo di record, visto che quella che il Comune sta cercando di incamerare gratuitamente a forza NON gli appartiene, finirà invece relegata chissà dove, (tanto sappiamo che l'hockey in line verrà a mala pena tollerato e che i nuovi gestori, protetti da Terzi, metteranno in campo il massimo ostruzionismo per scoraggiarne la pratica), ma quel che è peggio è certamente la colata di cemento che soffocherà il verde, gli alberi sacrificati a inutili attività che non servono e che siamo convinti, se mai verranno approvate, non funzioneranno, perchè calate dall'alto senza un minimo di programmazione. Allora qualcuno rimpiangerà il verde, già così scarso a Milano, ma sarà troppo tardi. E non sarà una gran soddisfazione poter dire: "io l'avevo detto".

In definitiva un concetto così "padronale" di gestione dell'impianto Kennedy non può che farci preoccupare e indurci a una visione speculativa degli spazi. Mentre prima chiunque poteva venire e organizzare feste o grigliate GRATUITAMENTE, ora è non è difficile immaginare un pagamento per tutto, dove sarà certamente esclusa ogni forma socio-aggregativa spontanea. Rimaniamo anche sinceramente perplessi dalla ipotetica costruzione di una palestra a due piani di 800 mq in un momento di decisa flessione di questo mercato, per di più congiunta al difficile momento economico generale.

Ecco perchè, al di là di tutte le altre vicende legate al centro sportivo, inserire un progetto speculativo di questo tipo in un territorio come quello dove si trova il Kennedy è a nostro avviso sbagliato e penalizzante, e non solo per chi ci abita. Ci chiediamo solo se a qualcuno interessato solo al business importi qualcosa.