UNA COLATA DI CEMENTO STA PER SEPPELLIRE IL CENTRO SPORTIVO KENNEDY: ALBERI ABBATTUTI, IMPIANTI ADDOSSATI GLI UNI AGLI ALTRI, MANCANZA DI SPOGLIATOI, NORME DI SICUREZZA E HANDICAP NON RISPETTATE, CALCOLI SBAGLIATI E MAPPE ALTERATE, QUESTO L'INQUIETANTE QUADRO CHE ESCE DAL NUOVO PROGETTO INCREDIBILMENTE APPROVATO DAL COMUNE DI MILANO, CHE DA IL VIA LIBERA ALLO SCEMPIO DI UNO DEI PIÙ PIACEVOLI LUOGHI DI SVAGO E SPORT DI MILANO.
Un impianto sportivo di circa 50.000 metri quadrati come il Kennedy, inserito in un'area periferica molto antropizzata e costituita da edilizia tutt'altro che recente, è un organismo saldamente incastonato nel territorio dove avviene lo scambio tra richiesta e offerta di svago/sport. Questo significa che ne usufruisce principalmente chi abita in zona e che il centro sportivo vive dell'apporto degli abitanti del territorio.
Stravolgere questa basilare funzione SOCIALE è miopia all'ultimo stadio e può essere giustificata solo da due cause: ignoranza o interesse. Quale che sia la molla crediamo la valutazione della compatibilità tra progetto e ambiente di riferimento sia un concetto BASE che dovrebbe essere preso in considerazione da chi valuta i progetti, sempre che sappia di cosa stiamo parlando e non si fermi a sommare i punti di un bando di gara in modo astratto. Certo, il territorio bisognerebbe conoscerlo e, per farlo, uscire dalle stanze dell'assessorato.
Se non verrà fermato l'assurdo progetto Bertini, il Kennedy, con l'avvallo del Comune, prenderà purtroppo la strada dell'isolamento dal territorio di riferimento e della chiusura in se stesso. Prova ne è che i campi in terra rossa ora tanto apprezzati (che verranno ridotti da 7 a 4) con tutta probabilità saranno destinati a una specie di università del tennis, dove i possibili campioni di domani che vorranno frequentare i corsi dovranno pagare adeguatamente. In pratica diventerà privato. Gli appassionati di tennis della zona che erano finalmente tornati a usufruire con soddisfazione del "loro" impianto Kennedy (e a stento contenuti negli attuali SETTE campi), saranno invece presumibilmente dirottati sul sintetico o si dovranno accontentare delle briciole.
Per il baseball, stando a quanto si dice in giro, assisteremo invece a una trionfale ripresa di possesso del campo che, come sappiamo, verrà ristrutturato anche con contributi pubblici e regalato a MB46 che pur giocando praticamente gratis da due anni, si sente defraudata di non si sa bene cosa. Dato che come loro stessi dichiarano, il campo "gli è stato consegnato nel 1963 e cosa loro è", non è previsto che possano giocare altre squadre e di fatto anche lui diventerà privato (come dimostra anche l'ipotesi di bilancio presentata, dove alla voce "incassi baseball" c'è un bello ZERO).
Insomma il campo di baseball del Kennedy, che ha una superficie grande quanto DUE campi di S.Siro, sarà ad esclusiva disposizione di UNA squadretta che milita in serie B (che calcolando la Major League corrisponde a una C del calcio), mentre lo stadio di S.Siro viene regolarmente utilizzato da SEMPRE da due piccole formazioni di calcio emergenti come Milan e Inter, quando non utilizzato per concerti estivi. Noblesse oblige.
Questo significa che le altre squadre di baseball e softball che solo ora avevano accesso al Kennedy verranno di nuovo sfrattate, così come il cricket che da poco aveva finalmente trovato asilo, e qui si comprende anche l'atteggiamento di lesa maestà dei dirigenti MB46 che il 4 aprile 2008 hanno occupato il campo di softball regolarmente affittato a delle ragazzine, di fatto obbligandole a tornare a casa, perchè stizziti di non aver avuto il numero di ore che avrebbero desiderato. A parte il discutibile esempio da parte di persone che si occupano di ragazzi, per inciso va detto che per questo episodio i suddetti dirigenti si sono presi una querela PENALE redatta d'ufficio dalla forza pubblica intervenuta.
E' su queste due assi portanti di interessi preminenti, tennis/baseball, che si innesteranno le altre attività (accessorie) che spazieranno in teoria dal beach volley al nuoto, dalla beutyfarm al calcetto, in una macedonia senza capo nè coda che raggiunge l'apoteosi con la costruzione di DUE irrinunciabili campi di richiestissimo minigolf, che non sappiamo se catalogare alla voce kitsch o vintage, ma che in Comune devono essere piaciuti proprio tanto!
La pista di hockey in line che dovranno costruire a tempo di record, visto che quella che il Comune sta cercando di incamerare gratuitamente a forza NON gli appartiene, finirà invece relegata chissà dove, (tanto sappiamo che l'hockey in line verrà a mala pena tollerato e che i nuovi gestori, protetti da Terzi, metteranno in campo il massimo ostruzionismo per scoraggiarne la pratica), ma quel che è peggio è certamente la colata di cemento che soffocherà il verde, gli alberi sacrificati a inutili attività che non servono e che siamo convinti, se mai verranno approvate, non funzioneranno, perchè calate dall'alto senza un minimo di programmazione. Allora qualcuno rimpiangerà il verde, già così scarso a Milano, ma sarà troppo tardi. E non sarà una gran soddisfazione poter dire: "io l'avevo detto".
In definitiva un concetto così "padronale" di gestione dell'impianto Kennedy non può che farci preoccupare e indurci a una visione speculativa degli spazi. Mentre prima chiunque poteva venire e organizzare feste o grigliate GRATUITAMENTE, ora è non è difficile immaginare un pagamento per tutto, dove sarà certamente esclusa ogni forma socio-aggregativa spontanea. Rimaniamo anche sinceramente perplessi dalla ipotetica costruzione di una palestra a due piani di 800 mq in un momento di decisa flessione di questo mercato, per di più congiunta al difficile momento economico generale.
Ecco perchè, al di là di tutte le altre vicende legate al centro sportivo, inserire un progetto speculativo di questo tipo in un territorio come quello dove si trova il Kennedy è a nostro avviso sbagliato e penalizzante, e non solo per chi ci abita. Ci chiediamo solo se a qualcuno interessato solo al business importi qualcosa.
Un impianto sportivo di circa 50.000 metri quadrati come il Kennedy, inserito in un'area periferica molto antropizzata e costituita da edilizia tutt'altro che recente, è un organismo saldamente incastonato nel territorio dove avviene lo scambio tra richiesta e offerta di svago/sport. Questo significa che ne usufruisce principalmente chi abita in zona e che il centro sportivo vive dell'apporto degli abitanti del territorio.
Stravolgere questa basilare funzione SOCIALE è miopia all'ultimo stadio e può essere giustificata solo da due cause: ignoranza o interesse. Quale che sia la molla crediamo la valutazione della compatibilità tra progetto e ambiente di riferimento sia un concetto BASE che dovrebbe essere preso in considerazione da chi valuta i progetti, sempre che sappia di cosa stiamo parlando e non si fermi a sommare i punti di un bando di gara in modo astratto. Certo, il territorio bisognerebbe conoscerlo e, per farlo, uscire dalle stanze dell'assessorato.
Se non verrà fermato l'assurdo progetto Bertini, il Kennedy, con l'avvallo del Comune, prenderà purtroppo la strada dell'isolamento dal territorio di riferimento e della chiusura in se stesso. Prova ne è che i campi in terra rossa ora tanto apprezzati (che verranno ridotti da 7 a 4) con tutta probabilità saranno destinati a una specie di università del tennis, dove i possibili campioni di domani che vorranno frequentare i corsi dovranno pagare adeguatamente. In pratica diventerà privato. Gli appassionati di tennis della zona che erano finalmente tornati a usufruire con soddisfazione del "loro" impianto Kennedy (e a stento contenuti negli attuali SETTE campi), saranno invece presumibilmente dirottati sul sintetico o si dovranno accontentare delle briciole.
Per il baseball, stando a quanto si dice in giro, assisteremo invece a una trionfale ripresa di possesso del campo che, come sappiamo, verrà ristrutturato anche con contributi pubblici e regalato a MB46 che pur giocando praticamente gratis da due anni, si sente defraudata di non si sa bene cosa. Dato che come loro stessi dichiarano, il campo "gli è stato consegnato nel 1963 e cosa loro è", non è previsto che possano giocare altre squadre e di fatto anche lui diventerà privato (come dimostra anche l'ipotesi di bilancio presentata, dove alla voce "incassi baseball" c'è un bello ZERO).
Insomma il campo di baseball del Kennedy, che ha una superficie grande quanto DUE campi di S.Siro, sarà ad esclusiva disposizione di UNA squadretta che milita in serie B (che calcolando la Major League corrisponde a una C del calcio), mentre lo stadio di S.Siro viene regolarmente utilizzato da SEMPRE da due piccole formazioni di calcio emergenti come Milan e Inter, quando non utilizzato per concerti estivi. Noblesse oblige.
Questo significa che le altre squadre di baseball e softball che solo ora avevano accesso al Kennedy verranno di nuovo sfrattate, così come il cricket che da poco aveva finalmente trovato asilo, e qui si comprende anche l'atteggiamento di lesa maestà dei dirigenti MB46 che il 4 aprile 2008 hanno occupato il campo di softball regolarmente affittato a delle ragazzine, di fatto obbligandole a tornare a casa, perchè stizziti di non aver avuto il numero di ore che avrebbero desiderato. A parte il discutibile esempio da parte di persone che si occupano di ragazzi, per inciso va detto che per questo episodio i suddetti dirigenti si sono presi una querela PENALE redatta d'ufficio dalla forza pubblica intervenuta.
E' su queste due assi portanti di interessi preminenti, tennis/baseball, che si innesteranno le altre attività (accessorie) che spazieranno in teoria dal beach volley al nuoto, dalla beutyfarm al calcetto, in una macedonia senza capo nè coda che raggiunge l'apoteosi con la costruzione di DUE irrinunciabili campi di richiestissimo minigolf, che non sappiamo se catalogare alla voce kitsch o vintage, ma che in Comune devono essere piaciuti proprio tanto!
La pista di hockey in line che dovranno costruire a tempo di record, visto che quella che il Comune sta cercando di incamerare gratuitamente a forza NON gli appartiene, finirà invece relegata chissà dove, (tanto sappiamo che l'hockey in line verrà a mala pena tollerato e che i nuovi gestori, protetti da Terzi, metteranno in campo il massimo ostruzionismo per scoraggiarne la pratica), ma quel che è peggio è certamente la colata di cemento che soffocherà il verde, gli alberi sacrificati a inutili attività che non servono e che siamo convinti, se mai verranno approvate, non funzioneranno, perchè calate dall'alto senza un minimo di programmazione. Allora qualcuno rimpiangerà il verde, già così scarso a Milano, ma sarà troppo tardi. E non sarà una gran soddisfazione poter dire: "io l'avevo detto".
In definitiva un concetto così "padronale" di gestione dell'impianto Kennedy non può che farci preoccupare e indurci a una visione speculativa degli spazi. Mentre prima chiunque poteva venire e organizzare feste o grigliate GRATUITAMENTE, ora è non è difficile immaginare un pagamento per tutto, dove sarà certamente esclusa ogni forma socio-aggregativa spontanea. Rimaniamo anche sinceramente perplessi dalla ipotetica costruzione di una palestra a due piani di 800 mq in un momento di decisa flessione di questo mercato, per di più congiunta al difficile momento economico generale.
Ecco perchè, al di là di tutte le altre vicende legate al centro sportivo, inserire un progetto speculativo di questo tipo in un territorio come quello dove si trova il Kennedy è a nostro avviso sbagliato e penalizzante, e non solo per chi ci abita. Ci chiediamo solo se a qualcuno interessato solo al business importi qualcosa.
5 commenti:
A prescindere che tanto so che quanto scriverò non sarà pubblicato, mi preme far sapere almeno a Lettieri le mie idee.
Finché si continua a dire "stando a quanto si dice", "con tutta probabilità" e altre frasi che si basano ESCLUSIVAMENTE su supposizioni, tutto ciò che viene scritto non ha alcuna validità.
Se ci sono sicurezze si può parlare, altrimenti restiamo nel campo delle informazioni di parte che lasciano il tempo che trovano.
Per quanto riguarda l'hockey in-line, mi chiedo come sia possibile dichiarare che "verrà a mala pena tollerato e che sarà messo in campo il massimo ostruzionismo" quando il bando prevede espressamente che debba essere mantenuto.
Siete, naturalmente, di parte e oltretutto in malafede.
Bene Unochesaleggere, per fare onore a tuo nick, ti proporrò la lettura della parte del progetto Bertini che parla della 'salvaguardia dell'hockey in line', così potrai decidere tu stesso chi è in malafede e chi no. Cito testuale:
"1.1.12. HOCKEY SU PRATO/HOCKEY IN LINE
Questa disciplina diffusa soprattuto nei paesi anglosassoni è considerata nel nostro paese come facente parte degli 'sport minori'. Per contro la versatilità di questo sport ha fatto sì che a livello giovanile si possano anche utilizzare strutture come campi di calcio a 5 con superficie in erba sintetica praticando quello che è conosciuto dalla Federazioni come minihockey.
E' in questa forma che verrà proposto nell'ambito del nostro progetto".
Sorvolando su ogni giudizio per l'enorme superficialità di chi ha scritto quanto sopra, per i non addetti va chiarito che il minihockey è la declinazione dell'hockey pista riservata ai bambini (un po' come basket e minibasket, per intenderci) ma per quanto il nome lo ricordi NON C'ENTRA CON L'HOCKEY IN LINE giocato dalle nostre formazioni!
Diverse le regole, diversi i pattini, diverso l'abbigliamento che nel pista NON prevede protezioni ma soprattutto NON si gioca sui campi di calcio a 5 E MENO CHE MAI SULL'ERBA!!!!
Ma chi può mai immaginare di far scorrere le ruote dei pattini SULL'ERBA????
Se invece parliamo di hockey prato, NON utilizza i pattini ovviamente, e comunque non ci risultano esistano squadre a Milano, speriamo che tale lacuna venga presto colmata, ma al di là di quello, niente ha a che vedere con Hockey in line.
Quindi quando parliamo di ostruzionismo, non parliamo a vanvera, ma ci basiamo sul progetto approvato che, al di fuori di quanto sopra riportato, NON FA MENZIONE DELLA PAROLA HOCKEY da nessuna altra parte!
Precisiamo inoltre che l'attuale pista di hockey in line, COSTRUITA E PAGATA DA HCM 17 RAMS e che NON APPARTIENE NE' AL COMUNE, NE' TANTOMENO AL BERTINI, non è mai nominata se non come "pista polifunzionale", il che fa ragionevolmente supporre che possa e voglia essere destinata ad altro che non sia l'hockey.
Infine, per quanto riguarda il fatto che non affermiamo ma ipotizziamo soltanto le modifiche al Kennedy del progetto Bertini, si tratta della stessa precauzione usata nei casi di cronaca, anche quando un ladro viene preso in flagrante, fino a processo concluso bisogna sempre dire" il presunto ladro". Insomma più un fatto semantico che sostanziale.
Ma scusata, io non capisco.
Prima di tutto certe posizioni espresse in questo blog mi sembrano estremamente controverse.
Non entro in merito dei vari punti, ma non esiste al mondo una persona/società/partito/organizzazione e chi più ne ha più ne metta, che possiede in una diatriba la PIENA e ASSOLUTA RAGIONE.
Leggendo attentamente e con passione i vostri scritti siete in odore di santità.
Siete, per quanto ho potuto leggere, vittime assolute, senza colpe, senza errori, senza macchia e dei veri toccasana non solo per lo sport a Milano, ma anche per la zona sulla quale operavate.
Adesso, con tutta la buona fede che posso avere sfido chiunque a trovare sul globo terracqueo un gruppo d'esseri umani che nella vita reale ha codesti requisiti (e forse sarebbe anche inquietante che esista qualcuno così).
E questo non lo dico per dire che voi, al contrario, siete "il peggio", ma lo dico perchè forse il fatto di non riuscite a trovare spazio nell'opinione pubblica (extra zona Baggio) è perchè le vostre rivendicazioni e la vostra protesta sembra più una favola che la realtà.
E quando dico "favola", non voglio offendere nessuno, cioè intendo dire che in una storia dove "MR.A" ha tutte le colpe e "MR.B" è la Giustizia impersonificata, la credibnilità è la prima vittima.
O no?
@ Uomo che sussurrava: hai perfettamente ragione, se la raccontassero a me una storia così, molto probabilmente avrei la tua stessa reazione perchè le favole non esistono.
Purtroppo dal di dentro, vivendola, assomiglia molto più a un incubo.
Nessuno ha mai detto di essere perfetto, nè di non aver mai commesso errori, ci mancherebbe, ma abbiamo fatto del nostro meglio e l'abbiamo fatto ONESTAMENTE, queste sono due cose sulle quali non temiamo di essere smentiti e siamo pronti al confronto con chiunque.
Quella che stiamo raccontando infatti è la storia di un'ordinaria ingiustizia, una storia di forti contro deboli, di furbi contro onesti (e ingenui), insomma la solita storia, con la variante che questa volta i protagonisti siamo noi e, per noi, questa NON è una differenza da poco.
Che il Kennedy fosse abbandonato te lo può confermare chiunque, che noi l'abbiamo riportato a nuova vita è lì, sotto gli occhi di tutti, e non è stato fatto gratis! Che siamo stati espropriati come ladri è un'altra cosa che hanno visto in tanti e che il Comume, d'accordo con il nuovo (vecchio) gestore, stia cercando di rubarci i nostri investimenti anche. Che la vicenda ha ancora strascichi legali tutti da definire è un fatto che chiunque può verificare. Abbiamo degli avvocati che ci difendono, perchè non chiedi a loro?
Insomma, se abbiamo aperto questo blog è proprio per far sentire la nostra voce che troppi cercano di soffocare. Sul fatto che sia tanto assurda da sembrare inverosimile a Milano nel 2008, siamo d'accordo con te, ed è proprio l'aspetto che i nostri antagonisti cercano di sfruttare meglio, oltre al fatto che sono "grossi" e possono disporre di un'informazione schierata e poco disponibile all'ascolto dei piccoli, perchè non fanno notizia.
Abbiamo prove e documentazione di quanto diciamo, tutto nero su bianco, peccato che a nessuno interessi vederle. Prova a chiederti come mai.
Ma ricorda anche le tante, troppe, vicende che in Italia sono state riconosciute come errori 10, o 20 dopo, quando farlo non serviva più a niente se non a far crescere la rabbia.
Chiusi nelle nostre democratiche certezze spesso chiudiamo gli occhi di fronte a eventi come questi, non tanto per disinteresse, quanto per autodifesa dalla presa di coscienza che il nostro mondo NON è come l'abbiamo sempre creduto, un concetto difficile da accettare. L'abbiamo fatto tutti, anche a noi, fino a quando ne diventi protagonista e allora le cose cambiano.
Nessuno comunque pretende di convincere in base alle parole, per questo quando vuoi, quando credi puoi venire tu stesso (e come te chiunque altro) a toccare con mano ciò che diciamo, perchè noi, al contrario di altri NON abbiamo niente da nascondere, nemmeno i nostri errori.
Ciao!
Scusate,ma avete notato quanto è confusionario, pretenzioso e di ammassata architettura il prog. Bertini?
Piscina?Ma se a 10 mt esiste la Arioli Venegoni?!!!!?
Palestra a due piani? Musokan, Il Borgo e tante in zona, ringrazieranno.Cosa?Ma una palestra a due piani fa più In...ah già...con visuale sul cemento e non sulle piante del Centro,presenti da secoli...Il campo di Beach Volley ad agosto, a Milano, credo sarà preso d'assalto!Ops, quello di Milano Marittima, volevo dire!Evviva lo spazio lercio dove sono stati gettati gli effetti personali, materiali, DOCUMENTI, attrezzature della Rams.Come? Ah non è una stanzetta pensata nel progetto?AGGIUNGETELA,alla luce del sole ovvia, un pò di intraprendenza architettonica!!!
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